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EUROPEE: il PD in Provincia č al 41,6% dei consensi 8 giugno 2009 Pubblicato in: In evidenza Buon risultato in Provincia di Ravenna per il Partito Democratico, con punte attorno al 55% nei comuni nel forese. PDL staccato di oltre 16 punti. Affluenza al 75,3%.
Il Partito Democratico tiene e si riconferma il primo partito in Emilia-Romagna (39% contro il 24,3% del PDL) ed in Provincia di Ravenna.
Nella stessa Circoscrizione Nord-Orientale, comprendente, oltre all'E-R, Veneto, Friuli e Trentino, PD e PDL si eguagliano col 28% ciascuno dei consensi. Il Partito del premier subisce una brusca battuta d'arresto in tutto il Paese, viste le parole di Berlusconi, che poco prima del voto gongolava sul PDL al 40-45%. Nulla di tutto questo: il PDL non va oltre il 35% a livello nazionale e non intacca nemmeno lontanamente la leadership emiliano-romagnola del PD. In allegato i dati sulle Elezioni Europee relative ai comuni della Provincia di Ravenna (Partiti che han superato la soglia di sbarramento del 4% a livello nazionale) Gli eletti nella Circoscrizione Nord-Est per il Partito Democratico - Südtiroler VolksPartei: Debora Serracchiani 144342 preferenze nata a Roma, il 10 novembre 1970 Vittorio Prodi 99726 preferenze nato a Reggio Emilia, il 19 maggio 1937 Luigi Berlinguer 81197 preferenze nato a Sassari, il 25 luglio 1932 Salvatore Caronna 74994 preferenze nato a Sackingen (D), il 5 marzo 1964 Herbert Dorfmann 84396 preferenze nato a Bressanone, il 4 marzo 1969 Dichiarazioni di Alberto Pagani, Segretario provinciale del PD "L'esito delle elezioni europee registra una flessione del PD a livello nazionale e a livello locale. Una flessione comune sulle due dimensioni. Un dato parzialmente prevedibile, in base ad alcuni dati di fatto. Intanto le elezioni europee escludono il "voto utile" del quale invece il PD ha beneficiato alle ultime Politiche. Poi la presenza dei Radicali, che lo scorso anno erano all'interno del PD, infine il brutto spettacolo che la politica italiana nel suo insieme ha dato di se rispetto all'opinione pubblica, che ha reagito di conseguenza. La risposta è andata in due direzioni, da un lato è cresciuto l'astensionismo, dall'altro sono state premiate le forze più muscolari, più antisistema, sia nella destra che nella sinistra. Detto questo annotiamo alcuni dati positivi. Intanto, contrariamente alle affermazioni e alle aspettative di Berlusconi la destra non ha ottenuto il risultato sperato. Il Presidente del consiglio ha parlato del 40/ 45% dei consensi per il PDL, cifra ben lontana dalla realtà, e soprattutto la destra unita alla Lega non ha la maggioranza del consenso degli italiani. Quando successe una cosa simile, con il centrosinistra al Governo, Berlusconi ci chiese di dimetterci, noi, che abbiamo senso della responsabilità non lo facciamo ma chiediamo una cosa molto semplice, e normale in una democrazia seria. Chiediamo il rispetto che fino ad oggi è mancato, chiediamo di limitare l'arroganza che caratterizza il suo rapporto con l'opposizione, una opposizione che, a differenza del centro destra, rappresenta la maggioranza degli italiani. Per quanto riguarda il PD, non ci sono dubbi, a questo punto serve una riflessione profonda. Non c'è stata la deriva che Berlusconi da tempo raccontava agli italiani, ma dobbiamo risolvere i problemi che abbiamo. A ottobre avremo un importante congresso e in quel contesto dovremo individuare la strada per risolvere i nostri limiti, dal punto di vista identitario, programmatico e organizzativo. Dovremo poi capire come costruire nuove sintesi politiche, alleanze realmente competitive rispetto al centrodestra, un programma e un progetto politico in grado di candidarsi per governare il paese in chiave riformista." Allegati
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